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Un restauro ridonato alla comunità – La Madonna della Provvidenza a Lenno

Una leggera e fresca brezza (che anche lì, a Lenno, sul lago di Como, da tempo non si sentiva) ha accompagnato la giornata di sabato 5 settembre 2026, nella semplice, ma significativa cerimonia della inaugurazione e benedizione della restaurata cappelletta della Madonna della Provvidenza.
A rappresentare l’Istituto, oltre alla comunità di Lenno, una piccola delegazione proveniente da Rivolta, capeggiata da sr Monica e sr Ivana.
Appuntamento sul lungo lago che piano, piano si è affollato di lennesi e di alcuni turisti curiosi. Voci festose, saluti, commenti meravigliati, ultimi preparativi hanno preceduto l’arrivo del parroco, don Italo che ha dato inizio all’inaugurazione.
Ha dapprima preso la parola la dott.ssa Donatella Pierpaoli, profonda conoscitrice della storia di Lenno, che con passione e precisione ha esposto le vicende storiche da cui ha avuto origine la cappella. Il 16 febbraio 1945, in piena guerra, a Lenno si sta svolgendo la processione che conclude le Sante Quarantore, quando nel cielo si vedono due aerei inglesi che iniziano a mitragliare la zona poiché presumevano che ci fossero tedeschi o fascisti pronti a prendere la via di fuga attraverso il lago. La gente che partecipava alla numerosa processione inizia a scappare, le suore mettono in salvo i bambini dell’asilo, il parroco di allora, mons. Angelo Sironi, fa da scudo al Santissimo col proprio corpo, rifugiandosi insieme ad altri nelle vie laterali che fiancheggiano il lungo lago. L’incursione aerea termina con tanto spavento, ma con nessuna vittima e nessun ferito. Nasce il desiderio di ringraziare il Signore per questo miracolo attraverso la costruzione di una cappella in onore della Madonna della Provvidenza. L’affresco che immortala l’avvenimento è commissionato al pittore Manlio Rho. La Cappella viene inaugurata il 16 settembre 1945 dal vescovo, mons. Alessandro Macchi.
Le successive traversie temporali, culturali e climatiche rovinano l’affresco e fanno nascere l’esigenza, condivisa da tutti, di recuperare la santella.
Successivamente, la restauratrice Alessandra Bonfardini ha presentato la sua opera di intervento, mettendo in evidenza la grande collaborazione che ha caratterizzato il recupero della santella: “un puzzle meraviglioso di persone, che ha lavorato con amore” per restituire alla comunità un pezzo di storia importante.
La proclamazione del Vangelo ha, infine, preceduto il momento della benedizione. Don Italo, nel commentare il brano, ha sottolineato come “ci sono tanti tipi di vedere: un vedere distratto e un vedere con il pro davanti che è il prov-vedere. Da qui nasce la percezione spirituale di una particolare qualità di Maria, quella di essere Madre di Gesù che vede e provvede che ci ama a uno a uno. È una responsabilità la cappella, non solo una bella cosa che abbiamo davanti agli occhi: responsabilità duplice. La gioia di aver compiuto una cosa che interessa tutti ci stimola a far crescere questa capacità di fare insieme. Ognuno può fare un pezzetto… Siamo nell’anno francescano. “Va’ e ripara la mia casa…” è l’invito che ha sentito Francesco. Se voi siete qui non è per fermarvi alla cappella, né abbiamo fatto un restauro per dire “come sono belli questi quattro muri”, siamo qui perché questa cappella ci ricordi che dobbiamo restaurarci come Chiesa, perché noi siamo pietre vive di questa Chiesa”.
Una cappella voluta come ringraziamento alla grazia ricevuta in tempo di guerra ci ricorda la necessità, l’urgenza e la responsabilità di pregare per la pace e di essere operatori di pace.
Il clima di condivisione, di collaborazione, di amicizia si è fatto palpabile durante la preghiera di benedizione che esortava a lodare e ringraziare il Signore, attraverso Maria, per i suoi innumerevoli doni. Terminata la cerimonia tutti sono stati invitati a prolungare la fraternità nel giardino della nostra casa dove era stato preparato un rinfresco e dove il clima di amicizia si è accompagnato alla brezza fresca e leggera di una mattinata che ha parlato di Dio, della sua mamma Maria e del loro immenso amore per ciascuno di noi.

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