Dopo sette anni di lavori, a cui si aggiungono altri tre di studio, confronto, progetti, planimetrie, il 31 gennaio segna il compimento dei lavori di ristrutturazione di Casa Madre. Un’opera che ha investito tempo, energie, coraggio, collaborazioni, soldi e tanto tanto amore. Quello che si respira tra le mura rinnovate: dal chiostro al museo, dalla cappella ai giardini. Tutto parla di nuovo, tutto parla di investimento di futuro. Tutto parla di lui, san Francesco Spinelli. Sembra sentirlo gioire mentre tutti i collaboratori a questa importante opera si salutano e si illuminano a vicenda, compiaciuti e grati. Sì, grazie a ciascuno di loro oggi Casa Madre ricomincia, nuova, a vivere un carisma, un dono lasciare, una comunità.
La messa delle ore 11.00, celebrata da don Gianluca Gaiardi, direttore dell’Ufficio beni culturali della diocesi di Cremona, è il cuore della giornata: fare Eucaristia è dire Grazie!
All’inizio della Messa, nel suo saluto madre Luisa Ciceri ricorda che “il 18 marzo 2019 sono iniziati i lavori di ristrutturazione. Un’abitazione che fornisce semplice, bella, accogliente. Un’abitazione che era casa e casa madre, per le Adoratrici e per tutti coloro che sarebbero passati di qui. Una casa ospitale, dove il Signore fosse di casa. Una casa dove ci si accorgesse che il Signore c’è”.
E ha sottolineato l’importanza di essere radunati in Eucaristia, rendimento di grazie, per “ringraziare il Signore che sempre ci ha sostenuto in tutte le difficoltà. E grazie a ciascuno in modo particolare, nella propria unicità. Grazie per il lavoro svolto, per la passione dimostrata, per aver condiviso momenti di vita con noi”.
E ha assicurato: “Questa gratitudine diventa preghiera per ciascuno di noi”. Ha quindi auspicato su tutti la copiosa benedizione del Signore.
Nell’omelia, don Gianluca ha ripreso il vangelo di Marco. “Maestro, non ti importa che siamo perduti?”. Gesù ei discepoli sono sulla barca e c’è tempesta, con il rischio di perdersi. La barca è per loro lo strumento di lavoro. Questa Eucaristia è un ringraziamento reciproco nel Signore per il lavoro svolto, la fantasia, la precisione, la manualità, la capacità lavorativa di ciascuno per edificare questa barca, barca che serve per la santificazione e il lavoro. Due termini presi a prestito da una lettera di san Francesco Spinelli del 1992, in cui, rivolto all’economa del tempo, scrive: “Prega dunque e fa’ pregare le tue sorelle, perché finalmente piaccia al Signore … possiamo procurare prima la nostra santificazione, poi nel lavoro e nel risparmio i mezzi di soddisfazione ai nostri doveri”. Ecco il senso profondo di tutto il lavoro fatto nella ristrutturazione di Casa Madre: primo obiettivo resta la santificazione di chi la abita e la frequenta. E non meno importante il bene delle persone, il servizio ai più poveri. Proprio quello che san Francesco ci ha consegnato.
La festa è continuata in un pranzo conviviale, ricco di gioia e di commozione, in cui ciascuno ha potuto rinnovare il proprio grazie per essere stato un tassello prezioso nella costruzione non solo di una casa, ma di una storia di salvezza, che qui ha trovato e trova casa.



































