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Un ricordo per don Roberto

La notizia della morte di don Roberto Malgesini ha toccato tutti.
Anche alcune di noi hanno avuto occasione di conoscerlo. Da vicario a Gravedona (CO) e poi per le strade di Como dove era al servizio degli ultimi. Vogliamo ricordarlo con semplicità attraverso le parole di suor Luisa Alborghetti, che nei suoi anni di servizio presso la Diocesi di Como aveva avuto la possibilità di conoscerlo e collaborare con lui. 

Carissimo Don Roberto, mi rivolgo direttamente a te, certa che ora vivi nella e della Vita stessa della Trinità, in comunione con noi, rimasti quaggiù e pellegrini verso la Casa d’Oro.
Se dovessi improvvisarmi disegnatrice il primo tratto che darei alla tua persona è “VITA EUCARISTICA”. Ricordi? Quand’eri vicario a Gravedona mi avevi invitato in Oratorio per animare il gruppo adolescenti e che sorpresa quando ti ho visto, ed eri giovane! Ho colto subito in te i tratti, i modi di padre Spinelli: eri imbevuto dello stesso suo carisma, eri toccato dalla sua stessa passione per l’Eucaristia che sfociava necessariamente nella carità accesa verso i dimenticati. Al termine del percorso sui Cinque sensi come vie al Mistero, ti avevo proposto una serata di adorazione a Gesù e tu, con gli occhi luminosi di chi s’innamora, senza tentennare avevi dato il tuo consenso: era stato l’Incontro con la Bellezza più riuscito!
Nelle attività dell’Oratorio, “risorto” con la tua dedizione, eri affiancato da suor Franca: lei ti voleva un bene dell’anima e, con voi due insieme, la Vita balzava fuori in tutta la sua energia. Mi piace pensare che, forse, incontrandoci, hai respirato un po’ del dono che lo Spirito ha fatto alla nostra famiglia religiosa di Adoratrici; il tuo rapporto con Gesù non si è solo limitato all’Eucaristia celebrata e adorata, ma Quel “Grazie” s’impastava nei volti di tanti fratelli e sorelle provati nel crogiolo e nei quali “ravvisavi Gesù”. Non ti chiedevi se valeva la pena aiutare questo o quello, perché in loro vedevi solo il Signore; avevi già lo “stile” del buon e bel Pastore che carica sulle spalle la sua eredità: i poveri!
Il secondo tratto che ti caratterizzava era l’UMILTÀ di chi sa stare al suo posto e questo era la tua forza. Ti presentavi sempre agli incontri zonali di pastorale giovanile quasi in sordina e i tuoi interventi non “menavano il can per l’aia”, anzi, si risolvevano con poche e mirate parole, ci riportavi al cuore dell’Annuncio cristiano: ESSERCI e VIVI! (“esserci” è già una parola pronunciata a favore dell’altro). La calma ti era propria e nell’affrontare le cose, eri libero dalla sindrome del salvatore. Quante volte ti vedevo assorto o, meglio ancora, assorbito dalla Sua Presenza percepita in ogni situazione, in ogni storia umana…
Il tuo SORRISO, ecco il terzo tratto, era il tuo biglietto da visita per tutti e senza distinzioni, sorriso profondamente vero e capace di esprimere senza chiasso la vita buona e bella del Vangelo! Quando si vive nel Cuore della Trinità si vive nell’abbondanza della vita e della gioia promessa da Gesù.
Ho scritto ciò nell’adorazione notturna e non ho fatto altro che benedire e ringraziare il Vivente per la tua decisa testimonianza, tinteggiata di rosso sangue; sei stato reso simile a Lui: “hai lavato le tue vesti nel sangue dell’Agnello” e questa tua vita pasquale ora, più di prima, si sta già riversando in onde di carità verso i preferiti dal Signore e verso tutti. Don Roberto, ora puoi cantare per sempre il Canto Nuovo dell’Amore con tutti i nostri amici Santi. Ti abbraccio forte e tu inseriscimi pian piano nella Sua Comunione. Amen.
Sr Luisa Alborghetti
don Roberto con don Claudio Scaramellini e don Stefano Bianchi

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