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Dopo 115 anni le suore salutano Premana

Era settembre del 1901 quando le prime Suore Adoratrici, accompagnate dal loro fondatore, il beato don Francesco Spinelli, salivano al paese di montagna in provincia di Lecco per aprire una comunità religiosa che si sarebbe dedicata soprattutto alla scuola, all’educazione di bambini e ragazze, al catechismo. È la fine di giugno del 2016 quando le Suore Adoratrici, accompagnate da una comunità intera, quella di Premana, salutano il paese famoso in tutto il mondo per forbici e coltelli. Dopo 115 anni la piccola comunità di suore chiude. Decenni di presenza silenziosa e adorante, migliaia di ore di preghiera da sole e in comunità, centinaia e centinaia di bambini formati prima nella scuola elementare e poi nella scuola dell’infanzia gruppi interi di ragazzi di catechismo preparati per la vita cristiana; esperienze a non finire in oratorio, nei campeggi, nelle proposte varie o sui monti premanesi o in giro per l’Italia e il mondo; tanti, tanti ammalati e anziani che hanno potuto godere della presenza discreta e attenta di tante suore che su e giù per i gradini di Premana hanno portato loro compagnia, conforto, speranza e, soprattutto, l’Eucaristia, pane del cammino… dopo tutto questo e molto di più che solo i cuori di tante generazioni di premanesi possono raccontare, le Suore Adoratrici del SS. Sacramento a fine agosto chiuderanno questa comunità. addio Premana

Domenica 25 giugno la S. Messa solenne nella parrocchia di S. Dionigi, celebrata dal parroco don Mauro Ghislanzoni, animata dalla corale S. Cecilia, partecipata da tantissima gente grata e riconoscente, è stato il coronamento più bello di tanta grazia, che il Signore ha elargito a piene mani attraverso le Suore alla comunità parrocchiale e alle Suore attraverso la comunità. È stato il Parroco a dare voce durante l’omelia ai sentimenti di tutti i premanesi, ricordando indimenticabile presenza delle Suore Adoratrici, che hanno gettato semi che possono continuare a essere segni della presenza della compassione di Dio.

“Gratitudine” è stata la parola che ha accompagnato la serata; un velo di tristezza non mancava sul volto di tutti i presenti, ma non ha certo potuto turbare la gioia che ognuno portava nel cuore pensando – come ha ricordato il Sindaco, sig. Nicola Fazzini – “quella suora che tutti i premanesi portano nel cuore, almeno una, punto di riferimento nei premi anni della crescita, quasi al pari della mamma”. Tutti sono passati sotto lo sguardo materno delle suore; tutti ne hanno respirato la fede e l’amore che nasce dall’adorazione e si fa servizio a chi ha più bisogno. “Gratitudine” per tutte quelle suore che hanno “dedicato una parte della loro vita professionale e religiosa a molti rustici figliuoli e innocenti giovani del paese alpestre”, ha fatto eco il presidente della scuola dell’infanzia Antonio Codega, mutuando le parole da una lettera che p. Spinelli scrisse alle sue suore nel 1901. “Gratitudine” soprattutto, come ricordato dal rappresentante del Consiglio Pastorale, perché in più di un secolo la vita delle poltre 70 suore che si sono succedute a Premana ha “testimoniato la presenza di Cristo, ha fatto trasparire la vera gioia che scaturisce dall’Altissimo”. “Gratitudine” anche da parte delle Suore Adoratrici verso la comunità di Premana perché – ricordava sr Ivana, consigliera generale e rappresentante di madre Isabella, Superiora generale, “voi ci avete permesso di essere quelle adoratrici che padre Spinelli ha sognato; voi ci avete permesso di adorare e di servire, di crescere nel bene e di testimoniare insieme a voi la bellezza dell’essere discepoli dell’unico Signore”. “Gratitudine” da parte dei bambini della scuola dell’infanzia con i loro insegnanti: “Grazie mille” le note di gioia che hanno fatto risuonare tra le mura della chiesa il grazie sincero di chi non sa fare discorsi ma sa toccare il cuore che la sincerità di sguardi intensi, grati e capaci di restituire vita alla vita.

addio Premana

Ma la “gratitudine” va al Signore, unica fonte di ogni dono, che guida la storia di ogni uomo e di ogni comunità. Gratitudine a lui perché – anche attraverso tante Suore adoratrici – ha rivelato la sua infinita misericordia e tenerezza di Padre. La storia continua, sia per l’Istituto delle Adoratrici sia per la comunità di Premana, paradossalmente più ricca di prima, non più povera. Sì, perché ricca di ciò che è stato, ma soprattutto ricca di ciò che sarà, perché Dio non lascia povero nessuno dei suoi figli.

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