L'angolo della preghiera

Spunti di preghiera

Ma come, Gesù mio, potrai trovare diletto di noi, e ripeterci: deliciæ meæ
esse cum filiis hominum?… Eh sì! che Gesù non prova nel suo amabilissimo
Cuore delizia maggiore di questa: stare qui tra noi miserabili a sollevarci
dalle nostre miserie!
Oh con quanta fiducia dunque e con quanta riconoscenza ciascun di noi
potrà rivolgere a Lui i propri occhi ed affetti, e replicargli: ad Te levavi
oculos meos, qui habitas in nobis!…
Ah! Signore, che cosa è mai l’uomo, che per lui, oltre ai tanti prodigi di
amore, hai voluto fare anche questo del Divino Sacramento, che è il
prodigio dei prodigi, per averlo a Te presente onde sempre più beneficarlo,
tenendo il Cuor Tuo sempre a lui rivolto?
Sì, sì, Gesù mio, anche il cuor mio giubila di potersi trovare ad ogni istante
nel tuo divino cospetto, di poter godere della Tua augustissima ed
amabilissima compagnia, e d’intendersi con Te, cuore a cuore, sopra i
sovrani disegni e gli amorosi desiderî della tua santissima volontà! Io sento
già un gran desiderio di corrisponderTi e di amarTi.
O amore di Gesù, quanto sei grazioso, quanto tenero e caro, quanto
diffusivo ed immenso! Chi mi darà affetti e fiamme degne di Te? Dove, e da
chi potrò imparare ad amarti quanto meriti?… Ah qui qui! da Voi stesso, o
Sacramentato mio Bene; dal Tuo ardentissimo ed amorosissimo Cuore!
Come povero mendico mi approssimerò alla particella del Tuo Cuore, e
qui starò supplicandoti ed attendendo l’elemosina delle Tue grazie
ordinarie e straordinarie, secondo che ti piacerà di fare. Qui mi chiamerò
Beato ogni volta che sarò fatto degno di sentire al cuore la voce della tua
confortevole carità.
Tu godi, e trovi le Tue delizie nel farmi del bene; ed io?… Il mio spirito, il
mio cuore e tutti i miei sentimenti dovrebbero esultare alla presenza del
mio Dio vivo e vero nel Sacramento; ed invece?…
Ah, Gesù mio, Tu stesso al freddo mio cuore impenna ali di fuoco per
volare a riposarmi nel Cuor Tuo! Accendimi delle stesse fiamme tue.
Me felice, se ne sarò invaso; se potrò ottenere un tanto bene! Allora non
amando altro che Te come Tu ami me, ed amando le creature solo in
ordine a Te, sarò tuo vero seguace ed amante fedele in questa vita, ed
avrò fiducia di trovarmi poi inseparabilmente ai tuoi piedi per tutta
l’eternità in Paradiso.
Mio caro Salvatore, non guardare ai miei demeriti ed alle mie indegnità;
non fare calcolo delle mie miserie, se non per compatirle ed annientarle.
Come arrossisco e quanto mi confondo e vergogno di me stesso, nel
pensare che quando amai qualche creatura, quando ebbi tanta simpatia
per gli amici, io cercava di trovarmi insieme con essi più di frequente che
mi era dato, sì di giorno come di notte!… E per te, Gesù mio caro?… Ma
quale miglior amico posso io trovare, che Te?… Ahi stolto che fui!
Qualche volta ho provato perfino tedio, anzi sono stato indifferente,
ingrato, ingratissimo all’amore che Tu mi avete sempre dimostrato! Ma non più! No; non sarà più così! Te lo dico di cuore e te lo prometto. Aiutami
Tu a non venire mai meno al Tuo amore.
O fratelli quanti voi siete, se ancora da lungi vi arriva la voce di sì buon
Pastore, non vogliate più fare i sordi, nè indurire i vostri cuori con la
resistenza alla sua grazia ed al suo amore! Almeno oggi arrendetevi
agl’inviti della sua infinita carità: hodie si vocem ejus audieritis, nolite obdurare
corda vestra! Udite la sua voce che uscendo dal suo Cuore, parte da
questo Tabernacolo, dove Egli sta rinchiuso e nascosto in Sacramento.
SSignore, intendo di lasciare depositato il mio cuore nel petto della Tua
amantissima Madre e la prego che voglia essa amarTi col cuor mio, mentre
io intendo amarTi con il cuor Suo. Essa, lo spero, mi stimolerà di continuo
all’amore il più ardente, il più puro, ed il più degno di Te.
O Gesù, non mi lasciare più un momento a me solo! Ma quando sarò
costretto ad assentarmi dalla Tua compagnia, tienimi dietro, fammi
sorvegliare dai Tuoi angeli, e fammi ricondurre da essi, quasi miei
pedagoghi, ai Tuoi piedi, dove vorrei poter finire i miei giorni, esalando
l’ultimo respiro nelle Tue mani: in manus tuas, Domine, commendo spiritum
meum!
Fa’ che il mio cuore non trovi quiete nè riposo tranquillo che presso di Te. E
se la mente con pensieri impertinenti scenderà a distrarlo da Te, scuotilo,
pungilo richiamalo al Tuo seno con la potenza della tua voce. Io la conosco
la Tua voce, come Tu conosci me tra le altre tue pecorelle, perchè sono
sempre in mezzo al Tuo Cuore.
Come Figlio di Dio umanato fammi partecipe dell’adozione divina,
sicchè, per la Umiltà e per la Carità stando unito a Te, io sia con Te un sol
Figlio di Dio. Applica e scolpisci tutto te stesso nel mio cuore, per
renderlo simile al Tuo nel tempo e nella eternità.
Il Figlio di Dio si è fatto piccolo, e si è quasi annichilito per fare grandi
noi, ch’eravamo niente e peggio di niente: si è fatto povero per cedere a
noi miserabili tutte le sue ricchezze divine: e si è ridotto tra quattro
pietre o legni che formano la sua Casa e la sua Sede, dove per l’amor
sviscerato che ci porta si lascia custodire dagli uomini a guisa di
prigioniero. Prigioniero? Ah sì! Prigioniero d’amore. Oh bontà, o carità, o
degnazione divina!
Ah, Gesù mio, se non potrò stare qui con Te personalmente, vi starò
sempre con lo spirito e col cuore! Aspetterò qui d’essere poi raccolto da
Te nel Cielo; da Te, unica mia speranza e mio unico Bene. Lassù ti potrò
amare viso a viso, anima e corpo eternamente.
Ecco dove, e come trovasi in terra la vera felicità e beatitudine!
Nell’amicizia e nella compagnia amorosa di Gesù Sacramentato. Ce lo
dice lo stesso nostro Divin Maestro e Signore: «Beato colui, che verrà
quotidianamente a far veglia con me, ossia a godere della mia
conversazione nell’atrio della mia Casa!». Ma qual’altra può mai essere
la Casa tua, o Gesù, se non questo Tabernacolo, dove stai rinchiuso
riservato ai tuoi amanti e confidenti?… Sì sì, così è!
O Gesù mio, che vivi qui nell’Eucaristia in un mistero più che di umiltà, in un
mistero di annientamento e di carità, come ti innamorasti Tu dell’umiltà di
Maria, così fa’ ch’io m’innamori della tua Umiltà, la quale mi faccia
innamorare e prediligere le umiliazioni, e mi renda umile non solo dinanzi a
Te, ma anche dinanzi agli uomini.
]Gesù mio benignissimo; ti adoro, ti benedico e ti ringrazio dell’amore che
mi dimostri in questo Sacramento: invenzione ed opera del Tuo amore, anzi
tutto amore, essendo Tu lo stesso amore! Questo altare mi rappresenta il
Calvario nel quale per amor mio consumastisulla Croce il sacrificio della Tua
santissima vita: in quo recolitur memoria passionis tuæ.
Ma l’umiltà Tua, Gesù mio, rendendoci simili a Te ci divinizzerà; e così
saremo con Te altrettanti figli di Dio. Ma, Signore mio, che mai posso io fare
senza di Te?… Tu perfetta Immagine consostanziale di Dio, anzi suo Verbo,
suo figlio, ti facesti uomo per farti mio Maestro, e mia Vita.

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