Centenario della morte di San Francesco Spinelli

Sabato 16 giugno 2012: Convegno “Eucaristia, carità e welfare”

con CLAUDIO PICCO, Co-fondatore del Sermig di Torino

In che modo l’Eucaristia può trasformarsi in ricchezza non solo spirituale, ma anche materiale per l’intera società? A che questa domanda insolita, ma estremamente interessante, ha cercato di rispondere il convegno promosso sabato 16 giugno a Palazzo Cittanova (Cremona). “Eucaristia, carità e welfare” è il titolo della mattinata di studio che ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e religiose e di Claudio Picco, numero due del Sermig di Torino che ha portato la sua testimonianza di cristiano impegnato al servizio degli ultimi. Picco ha sostituito all’ultimo momento Ernesto Olivero che non è potuto intervenire. Per Picco la spinta all’impegno sociale deriva anzitutto dalla riconoscenza del sentirsi preziosi agli occhi di Dio: «Potremmo utilizzare per capirci meglio – ha spiegato – l’antico assioma: “Amati, amiamo”».

Nel saluto iniziale, la madre generale dell’istituto, Camilla Zani, ha tratteggiato la fantasia e la creatività tipici dello Spirito Santo, dei santi sociali del XIX e XX secolo. Essi, tra i quali ben si inserisce lo Spinelli, non si accontentano di registrare un vasto cambiamento sociale gravido di disequilibri e ingiustizie, ma si impegnano a rendere più fraterna la società. E ciò fu possibile grazie alla spinta che proveniva dal rapporto con l’Eucaristia.

Parole di elogio sono state espresse poi dal presidente della Provincia Massimiliano Salini (nel territorio cremonese operano 12 comunità di Adoratrici) che ha rimarcato come il primo dovere di carità di un amministratore sia quello di immedesimarsi nelle difficoltà e nei bisogni dei cittadini: “Ho la consapevolezza – ha confidato Salini – che la vita è un dono e che da essa ho ricevuto tanto, per cui non posso far altro che ridonare ciò che ho avuto gratuitamente”. Con parole commosse e appassionate il sindaco Perri ha spronato le religiose a continuare la loro opera assistenziale ed educativa: “Oggi la povertà più grande è quella dei valori e anche della solitudine delle persone – ha spiegato il primo cittadino di Cremona – con il vostro impegno voi contribuite a migliorare questo nostro tessuto sociale così sfilacciato e disorientato e ci insegnate che si può vincere anche aspettando gli ultimi”.

Saluto del presidente della Provincia Massimiliano Salini

Nel suo brevissimo intervento il vicario generale della diocesi, mons. Mario Marchesi, che rappresentava il vescovo Lafranconi impegnato a livello regionale, ha rimarcato l’apporto fondamentale nella società, in termini di servizi e prestazioni alla persona, non solo delle suore Adoratrici, ma dell’intera comunità ecclesiale e ha auspicato che lo Stato riconosca il ruolo imprescindibile dei religiosi nel welfare, invece di gravarli con una pesante burocrazia.

Saluto del vicario generale della diocesi mons. Mario Marchesi

La parola è passata è Claudio Picco, co-fondatore del Sermig insieme a Ernesto Olivero. Il relatore ha raccontato come dall’incontro con un Dio che ama è nato un vero e proprio miracolo: il Servizio missionario giovanile (Sermig). «Il desiderio di una società diversa, di una fraternità vera e reale dove l’altro non è considerato un problema, ma una risorsa – ha spiegato Picco – viene da un rapporto stretto con Dio, che ci ha amati per primo e che ci spinge a riversare questo amore negli altri».

È seguito un dibattito, moderato dal padre monfortano Pierluigi Nava, e la testimonianza dello psichiatra di Casa Famiglia Spinelli di Rivolta, il dottor Giuseppe Cristiano. Il sanitario ha spiegato lo stile di cura della struttura fortemente voluta dal Beato Francesco e da lui ricordata con affetto fin nel suo testamento spirituale: cura personalizzata della persona, l’apertura al territorio, il rapporto stretto con la famiglia. Un esempio, tra i tanti delle mattina, per dire che l’Eucaristia è una risorsa tremendamente vantaggiosa per lo stato sociale.

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