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Darsi al meglio della vita!

Darsi al meglio della vita è forse la più grande sfida per i giovani del nostro tempo ed è per questo che l’Ufficio per la Pastorale Vocazionale Nazionale ha voluto prendere come tema dell’anno questa frase tratta dall’Esortazione Apostolica post-sinodale Christus Vivit di Papa Francesco (ChV n. 143).

La frase “Darsi al meglio della vita” si accompagna a questa immagine, opera di Stefano Nava, un dipinto ricco di simbologia come del resto lo è la storia di ciascuno di noi: ogni cosa racconta la nostra origine e racchiude in sé il senso della nostra storia. L’immagine è inoltre estremamente ricca di riferimenti biblici nascosti nella scena.
Il motivo principale è l’annuncio che il «meglio della vita» è Gesù, raffigurato al centro e riconoscibile per due ‘indizi’: l’abito rosso rivestito di blu, colori tipici dell’iconografia per indicare la duplice natura umana e divina di Cristo e la sciarpa con tre righe orizzontali che vuole ‘simboleggiare’ il – tallit – il mantello della preghiera del quale è sufficiente toccare un lembo per essere guariti (Mt 9,20; Mt 14,36).
Appena dopo l’incontro con Gesù i due giovani intuiscono la promessa del loro futuro – la loro vocazione, il meglio di loro stessi (ChV 257) – raffigurata dalle loro stesse ombre che, proiettate in avanti, danzano la vita. La felicità, la fecondità, la vocazione è sempre in movimento, in avanti, ‘per’ qualcuno (ChV 286). I due guardano Gesù, forse ancora non lo hanno riconosciuto, ma sono accesi di quella promessa che avvince senza costringere, sequela (Lc 18,27). All’alba (Mt 20,1; Mt 28,1; Gv 21,4) dell’incontro, il Risorto è già un passo oltre, sempre in cammino.
Il dipinto è ricco di segni che ricordano coloro che dopo l’incontro con il Signore, hanno riconosciuto la loro vocazione: sullo sfondo la casa di Zaccheo con accanto il sicomoro (Lc 19,1-10) e lì accanto la punta della barca di Simone ed Andrea (Mc 1,16); poco più avanti la brocca dimenticata dalla Samaritana (Gv 4,28) e il fuoco di brace ancora acceso dopo il pranzo di pesce arrostito consumato con il Risorto (Lc 24,36-42; Gv 21,1-9). Ancora, sulla sinistra, le monete lasciate da Matteo (Mt 9,9; Lc 5,27) e ai piedi di Gesù, il vaso di nardo, di cui ancora sentiamo il profumo, insieme al Vangelo (Gv 12,3; Mc 14,1.9). Sulla sinistra alcuni alberi che iniziano a germogliare (Is 61,11) perché c’è un motivo per cui alzarsi (Ct 2,10) e decidersi a spendere la vita: c’è un inverno che sta finendo e qualcosa di nuovo che sorge (Is 43,19) e si impone come la scelta da fare, la via da prendere, qualcuno per cui spendere tutta la propria vita (EG 273) (don Michele Gianola).

La preghiera è lo strumento più semplice ed efficace per imparare a “darsi al meglio della vita”, comincia a porti con tutto te stesso dinanzi a Dio e scoprirai che Lui è da sempre innanzi a te, Lui ti insegna il meglio e ti spinge all’eccesso, al dono supremo della vita, come ci ricorda san Francesco Spinelli in una sua espressione famosa “In Gesù tutto è eccesso di amore!“.
Vogliamo pertanto condividere con te del materiale utile per il tuo cammino vocazionale e, se vorrai condividerlo, questo ci permetterà di non sentirci soli in questo tratto di strada. Ti ricordiamo inoltre che SABATO 2 MAGGIO potremo metterci in preghiera insieme grazie alla proposta dell’Ufficio Nazionale per le Vocazioni a cui anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo collaborato.

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