Canonizzazione

Come in un puzzle…

s.maria maggiore 13 OtLe prime foto “da collezione” ci sono arrivate Venerdì,… la più gettonata?!? Don Francesco accanto a beato Paolo VI in piazza San Pietro. E’ questo il primo pezzo del nostro puzzle, quel pezzo che dà il là a tutto il quadro, quel tassello che sa consegnare il senso di questa giornata, alla vigilia di un grande evento: senza don Francesco non saremmo tutti a Roma simultaneamente e con la stessa gioia contagiosa.

Messaggi, foto, telefonate arrivano a tutte…ecco così ben presto fatto un piccolo album di famiglia dei pellegrini in arrivo dall’ Italia …e non solo: Africa e Argentina ci hanno già preparato l’accoglienza Venerdì mattina.

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E il tassello più bello di oggi?…l’incontro del piccolo Francesco Maria Spinelli con il vescovo Antonio Napolioni: un bacio per racchiudere la gratitudine di questo evento. Un bambino ormai “cresciutello” (11 anni sono ormai trascorsi dal miracolo) che si trova ad essere tra i protagonisti dell’evento, quasi ignaro del dono grande ricevuto, come un piccolo vaso che ha raccolto la grazia di un momento e che ora diventa motivo per dare un tocco di ristoro al cammino di fede non solo degli oltre 1500 fans delle suore Adoratrici giunti alla capitale, ma anche di tutti quelli che in queste giornate ci seguiranno dalla Tv.

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Ma il tassello più importante per dare la cornice di queste prime ore è stata la veglia e la santa messa celebrata presso la basilica di Santa Maria Maggiore, proprio lì dove pulsa il nostro cuore e luogo caro a don Francesco. In questo luogo infatti, Don Francesco, giovane prete, ha saputo far spazio dentro la sua vocazione ad una seconda chiamata… sì, perchè accanto al mistero della vocazione al sacerdozio, a questo punto della sua vita si aggiunge un sogno ancor più grande che Dio sta imbastendo nella sua storia: una famiglia religiosa tutta dedita ad adorare Gesù Eucarestia e a servirlo nei fratelli più bisognosi.

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Ascolta il saluto iniziale di Madre Isabella Vecchio

Durante l’omelia, il vescovo ci ha riconsegnato i tre verbi del pensiero e stato d’animo di don Francesco in visita nel 1875 a Roma davanti alle reliquie della culla di Betlemme: “piansi, pregai e sognai…”. Lì davanti alla culla qualcosa nasce, don Francesco non si lascia rubare i sogni, così la vita diventa vocazione e santità.

Grazie a te, don Francesco, perché tutta la Chiesa ti riconosce come modello ed intercessore.

Aiutaci a sognare lì dove manca la speranza!

 

 

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