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“Seminatrici di speranza profetica”

assemblea UISG 66

XXI Plenaria UISG – Roma, 6-10 maggio 2019

850 Superiori Generali da ogni parte del mondo, attorno a tavoli rotondi con 10 Sorelle ciascuno. Al centro di ciascun tavolo, un contenitore con della terra e tanti assemblea UISG 66piccoli semi di diversa forma e colore. Al termine della giornata, nel più profondo silenzio, ci si poneva una domanda: quale seme di speranza oggi ho riconosciuto nella terra del mio cuore, del mio Istituto, della Chiesa, del mondo? Così ogni giornata era caratterizzata da una tematica su cui riflettere, confrontarsi, arricchirsi…il tutto sotto lo sguardo di Dio: il futuro della vita Religiosa, l’ecologia, la vita interculturale, il dialogo inter religioso. Più volte i microfoni amplificavano in diverse lingue la voce di rappresentanti dei tavoli che mettevano in comune esperienze di vita, germi di speranza, sofferenze….Era commovente prendere atto che in ogni luogo della terra, dove il rischio è più alto, dove le fragilità chiedono una carezza, dove la speranza vien meno, lì c’è sempre una consacrata, una comunità che porta l’Amore di Dio per ciascuno, consumando la sua vita per amore. Non è straordinario questo, anche se i giornali e i social non ne parlano? Essere madri è generare vita attorno a noi.
Durante l’ultimo giorno Papa Francesco ci ha fatto dono della sua parola, si è seduto al tavolo con noi, trasmettendoci i suoi desideri e pensieri di Padre che hanno concluso la nostra Assemblea:

Grazie tante. Grazie per il cammino di aggiornamento che state facendo. È rischioso. Sempre. Sempre crescere è rischioso, ma più rischioso è spaventarsi e non crescere… Io dico “la Chiesa è femminile”, “la Chiesa è donna”… Nella Bibbia, nell’Apocalisse la chiamano “la sposa”, è la sposa di Gesù, è una donna. Ma su questa teologia della donna dobbiamo andare avanti. …Voi, superiore, quante volte dovete carezzare le assemblea UISG 66fragilità delle suore! Portare sulle spalle le fragilità delle vostre comunità; e lì, in questa sofferenza, parlare con una suora che se ne vuole andare, parlare con quell’altra che non va bene, capirla, entrare nel cuore, andare avanti… Il ministero con la fragilità… Anche noi lo abbiamo. Ma non bisogna avere paura, perché è lo specchio dell’incarnazione del Signore. E poi essere madri. Madri e serve.   La maternità della Chiesa e la maternità della Madonna hanno riflesso nella donna consacrata, un riflesso totale. Anche una mamma di famiglia la riflette, ma la consacrata è il riflesso totale: chi vede una suora vede la Chiesa e vede Maria….”