Tracce di misericordia

Carissimi giovani,

papa Francesco
siamo immersi nell’Anno Santo della Misericordia, un tempo di grazia in cui siamo chiamati a essere “misericordiosi come il Padre”. Papa Francesco desidera che riscopriamo il mistero dell’Amore di Dio che da sempre vuole rivelarci e che in Cristo ci ha donato pienamente.
Nel messaggio che vi ha scritto per la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù che vivremo a Cracovia quest’anno, il Papa vi aiuta con semplicità e bellezza a “comprendere meglio che cosa significa la misericordia divina” e vi fa un invito molto concreto:
papa  Francesco“Vi invito a riscoprire le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.
A voi giovani, che siete molto concreti, vorrei proporre per i primi sette mesi del 2016 di scegliere un’opera di misericordia corporale e una spirituale da mettere in pratica ogni mese (dal messaggio di Papa Francesco per la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù 2016)”.
Per vivere l’invito di Papa Francesco vogliamo offrirvi ogni mese una riflessione biblica sulle opere di misericordia corporali e spirituali.
Tutti i testi saranno tratti dal libro AMANTI PERCHÉ AMATI, Roberto Pasolini, Tau editrice, 2015.
A voi l’impegno di accogliere la sfida
e rispondere vivendo queste opere nell’Amore!

Buon Cammino!

L’equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale

Fatevi ispirare

«Aiutami, o Signore, a far sì che
i miei occhi siano misericordiosi,
in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori,
ma sappia scorgere ciò che c’è di bello nell’anima del mio prossimo e gli sia di aiuto.
Il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo,
che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori ed ai gemiti del mio prossimo.
 
 
La mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo,
ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono.
Le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni,
i miei piedi siano misericordiosi,
in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo,
vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza;
il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sof
ferenze del prossimo».
(Cf santa Faustina, Diario, 163)

 

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