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Caravaggio: la Casa di Maria

Nel contesto del pellegrinaggio diocesano al santuario di Caravaggio, domenica 27 settembre è stata inaugurata “La Casa di Maria”, presso cui vive e opera anche una comunità di Suore Adoratrici.
Nata da un progetto, o forse meglio da un sogno, del vescovo di Cremona Antonio Napolioni, questa casa al n. 7 dei Portici del Santuario è l’ultima espressione di un’attenzione pastorale particolare della Chiesa di Cremona. In un tempo in cui tutti si interrogano sul come ripartire con le varie attività ecclesiali, la Casa di Maria non è un nuovo programma. È uno spazio, semplice, fraterno, alla portata di tutti. Una casa, appunto. Ma una casa aperta e accogliente.
Una casa in cui tre vocazioni distinte, sacerdote, famiglia, consacrazione, possano mostrare il volto di una Chiesa-comunione, che si fa compagna di viaggio nei tempi della prova e della gioia.
Una casa in cui – all’ombra della più grande casa di Maria, che resta il Santuario – chi passa possa entrare e sostare. Come ha ben descritto il Vescovo nell’omelia della messa, chi entrerà in questa nuova casa troverà persone concrete, che sono lì per offrire uno spazio in cui potersi fermare. “C’è tanta solitudine, disperazione, voglia di essere ascoltati che spesso non incontra chi ne è capace e ci dedica un po’ del suo tempo e del suo cuore. Cosa fa una mamma se non chiamare i figli, farli entrare, ascoltarli, consigliarli e rimetterli in cammino?”.
Una casa in cui sentirsi a casa, perché lì dove c’è la Mamma ciascuno si sente a proprio agio. Una casa in cui poter – sono ancora parole del Vescovo – “custodire lo stile di silenzio e raccoglimento nella fraternità, per dirsi il vangelo; il vangelo vissuto, il vangelo desiderato, il vangelo smarrito”.
Una casa in cui pregare, ascoltare, condividere, gioire, soffrire, camminare insieme.

Dopo la messa solenne, il Vescovo in processione, con i più di 30 sacerdoti concelebranti, si è recato sotto i portici e ha sostato, pregando davanti alla Casa di Maria. Ha chiesto che essa “sia luogo di grazia, di sapiente discernimento, di fiducia ritrovata, per magnificare con Maria l’Onnipotente, che sa fare grandi cose ancora oggi in mezzo a noi”. E invocando la Trinità, ha benedetto la Casa di Maria, quanti la abitano e quanti la visitano, perché sia per tutti luogo in cui possano sgorgare nuove sorgenti si speranza. Molte le persone che sono poi riuscite a entrare nella Casa, troppo piccola per contenere tutti, garantendo le giuste distanze. Ma già abbastanza grande per accogliere chi vorrà entrare.

Il cammino della Casa di Maria si declina su 5 A: apertura, accoglienza, ascolto, annuncio, accompagnamento. Slogan, che custodiscono il sogno di essere segno, piccolo ma visibile, del Vangelo della comunione e della fraternità, dell’ascolto e della condivisione.

Per ulteriori informazioni: casadimaria@santuariodicaravaggio.org 

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