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Sabato Santo

Oggi solo Silenzio.
Da quella Croce il Signore è stata tolto.
Posto in un Sepolcro nuovo.
Il Re dorme.
Sono aperte a Lui le porte degli Inferi.

Nel fare memoria delle parole di Papa Francesco in Piazza San Pietro il 27 marzo 2020 davanti a un’umanità crocifissa, anche noi con cuore umile vogliamo inginocchiarci dinanzii a un Uomo Crocifisso, in cui riconosciamo il nostro Redentore.

“Abbiamo un’ancora:
nella sua croce siamo stati salvati.
Abbiamo un timone:
nella sua croce siamo stati riscattati.
Abbiamo una speranza:
nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati
affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore”.
Papa Francesco

“L’Amore si fa pane”
Trasportato dalla forza del vento e sparso per campi fertili o terreni aridi.
Coltivato dalla pazienza del tempo, dall’insistenza del sole e dalla freschezza dell’acqua.
Piccolo germe di vita sempre guardato dal contadino. Cresciuto fino a diventare oro.
Ora il grano biondeggia.
È pronto per la mietitura.
Abbandonarsi.
Impastato dolcemente dal calore di grandi mani.
Modellato.
Cotto.
Fragrante.
Buono.
“Fate questo in memoria di me”.
L’amore di fa pane.
Amen

Mercoledì santoPrepara con umile slancio di fede il tuo cuore!
È proprio il nostro cuore che siamo chiamati a preparare in questi giorni, come i discepoli sono chiamati a preparare un luogo in cui Gesù possa mangiare la Pasqua.
«Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”».
Da un tale. Da te.
La Pasqua delle origini era celebrata nelle case. Torniamo quindi alle nostre origini, non in senso storico, ma nel senso del tornare al principio, all’essenziale, alla nostra identità di figli, di battezzati chiamati a dar casa all’Amore del Signore, chiamati a preparare un cuore accogliente per il Suo Amore, per ospitare la Pasqua… per vivere nella gioia!
Lasciamoci abitare da questo Amore, prepariamo, come San Francesco Spinelli, con umile slancio di fede il nostro cuore.

Spazio…
Lo spazio di una tavola, lo spazio di una mensa, lo spazio di una condivisione.
Ma anche lo spazio di un cuore su cui un capo amico si posa,
Lo spazio di un tradimento che sta per essere consumato,
Lo spazio di uno slancio di eroismo che lascerà presto il posto al rinnegamento.
C’è spazio…spazio per tutti a quella tavola:
C’è spazio per me quando io ti sono amico, quando io ti rinnego, quando io addirittura ti tradisco…
È così anche alla tavola di don Francesco, dove siedono amici, poveri, infelici, e dove siede anche chi arrabbiato riversa sul Santo tutto il suo astio per poi andarsene portando con sè dei vini migliori della casa.
Per conto suo non aveva nemici, ma contro i cattivi, che gli parlavano male e l’offendevano aveva sempre parole e tratti dolci. Una volta una persona l’offese con molta ira e con ingiurie; il Padre stava tranquillo e, dopo un po’ di tempo, quando l’altro si fu sfogato, chiamò una suora perché gli portasse del vino da bere. La suora ubbidì e brontolando venne a contarci l’accaduto“.
Ma questo spazio è anche lo spazio di un cammino, lo spazio di una crescita, lo spazio di chi desidera fare sul serio perché sa, come sapeva don Francesco, che “non può essere discepolo del Divin Maestro colui che rigetta dalle sue spalle la croce”.
Basta allora solo decidere quale spazio occupare a quella mensa…
E tu? Quale spazio scegli?

In Gesù tutto è eccesso di Amore” (San F. Spinelli)
Amore smisurato, eccessivo, senza calcoli, che ama fino alla fine. Chi scopre un Amore così, corre il rischio di innamorarsi.
Come Maria di Betania.
Di lei si racconta che “prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo”.
Talmente innamorata che le ginocchia si piegano, i capelli si sciolgono, ogni misura si frantuma.
Come San Francesco Spinelli.
Di lui si racconta che “I più deformi e infelici erano oggetto delle Sue predilezioni, si intratteneva con loro piacevolmente, li accarezzava, e insegnava a me che sentivo ancora un certo ribrezzo che quelle erano l’immagine viva di Gesù”.
Talmente innamorato da versare senza misura la sua vita e permettere che il profumo di Betania si diffondesse nella storia.
Come noi, che abbiamo paura di amare come Maria e come Francesco, ma che nonostante la paura ci mettiamo in cammino dietro il Signore.
Ancora a contemplare come “In Gesù tutto è eccesso di Amore”.

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