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“A contatto con la povertà”

rinnovazione voti suor Chiara

Il rinnovato Sì di suor Chiara

 

Nella cornice della festa dell’Annunciazione dell’angelo a Maria suor Chiara Rossi rinnova il suo Sì nella famiglia delle Adoratrici del SS. Sacramento. Non lo fa in chiesa, come di solito, ma nel salone della comunità San Francesco di Marzalengo. Non lo fa durante la messa, ma durante la preghiera del rosario per chiedere a Maria di tenerci sotto la sua protezione in questi tempi così difficili. Non lo nella mani di madre Isabella, ma in quelle della superiora suor Virginia. Non lo fa attorniata da tante suore in festa, ma dalla sua piccola comunità di tre suore e da tutte le ragazze e i bambini che condividono il percorso di rinascita proprio a Marzalengo. Non lo fa al suono dell’organo, ma con i gridolini dei bimbi come sottofondo. Ma lo fa con tutta la verità della vita donata, condivisa, consumata,  per amore nella comunità S. Francesco di Marzalengo.

A suor Chiara auguriamo ogni bene, attraverso il pensiero che suor Virginia le rivolge prima della rinnovazione.

Questa mattina il Papa nella celebrazione in S. Marta non ha fatto la predica, ha riletto il Vangelo, per dire che il mistero dell’Annunciazione è un mistero grande. È un mistero grande che Dio, entrando in Maria, le chiede di dare corpo a Suo Figlio, le chiede di accoglierlo nella sua vita, di dare la sua carne per renderlo visibile.

Pensando alla rinnovazione di suor Chiara è proprio un mistero grande ciò che è avvenuto nella mia vita, nella tua vita, in quella di ogni credente. Dio entra nella nostra vita in modo così dirompente, sconvolge, ti senti raggiunto da un amore così grande che non ti importa avere qualcosa di “tuo”, quello che senti dentro è il desidero di seguire questo Signore e vivere questo amore che tu hai ricevuto perché altri lo possano sperimentare. Ti viene chiesto di “vivere” Cristo. Amare come ha amato Lui, vivere come ha vissuto Lui, parlare come ha parlato Lui in modo che chi ti incontra possa incontrare l’Amore del Padre. Questo è un po’ il senso della nostra vita qui. Con la nostra carne, con la nostra umanità, con i nostri abbracci, le nostre parole, il tempo che mettiamo a disposizione permettiamo alle persone che vivono con noi di sperimentare questo amore che ha travolto la nostra vita. Che l’ha riempita di bellezza, intensità, amore. Questo è quello che succederà adesso. Chiara dirà a tutte noi il desiderio profondo di vivere come Cristo, di vivere in pienezza questo amore al modo di Dio.

In castità, amando le persone con libertà, non volendole per sé ma piuttosto dando sé agli altri senza aspettarsi nulla in cambio. Amare in castità è una delle cose più belle. È mettere sempre la vita dell’altro prima della tua.

Amare Cristo in povertà. Noi non siamo povere, perché non ci manca niente. La povertà è quella del cuore, è il custodire dentro di sé la consapevolezza di essere poveri, fragili, deboli. Questa povertà del cuore ci costringe sempre a invocare il Signore, a farlo entrare nella nostra vita, lì dove noi non siamo capaci.

Rinnovare il desiderio di vivere in obbedienza vuol dire lottare contro la voce che abbiamo dentro, quella del nostro egoismo che ci porta a fare quello di cui abbiamo bisogno, quello che vorremmo per noi. Vivere in obbedienza è vivere in ascolto di un’altra voce, quella del Signore che ci parla nella Sua Parola, nella storia, in quello che stiamo vivendo in questo momento che ci costringe ad uscire continuamente da noi e a non ascoltare quella voce che ci vorrebbe proteggere.

Questi sono i desideri del nostro cuore. Ma noi non siamo capaci! E voi che vivete con noi in questo siete privilegiate: vedete ogni giorno che non siamo capaci di vivere un amore così alto, così bello. Per questo noi abbiamo bisogno di mettere le mani le une nelle altre, di tenerci per mano come sorelle. Le mie mani questa sera rappresentano quelle della Madre, e in lei le mani di tutte le sorelle della nostra famiglia religiosa, che ci prendono per mano in tanti modi. Rappresentano le mani della Chiesa, perché abbiamo bisogno dei sacramenti, della preghiera dei santi per vivere questo amore così profondo, così alto, così grande come quello che sperimentiamo da parte di Dio nei nostri confronti.

L’augurio che ti facciamo, cara suor Chiara, e che vorremmo ti rimanesse nel cuore è quello di non perdere mai il contatto con la tua povertà. Non dimenticartelo mai. Noi abbiamo paura a sentirci fragili, deboli, peccatori, a non arrivare dappertutto, a far tutto bene. Ci sembra una cosa da cui vorremmo scappare; invece la nostra povertà è la forza più grande che abbiamo, perché ci costringe a non fare da soli e a metterci ogni giorno nelle mani di Dio. Ti lasciamo questo pensiero, questo dono. Non perdere il contatto con la tua povertà perché questa ti mette nelle mani di Dio.

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