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Suor Pasqua e suor Bianca due “donne forti”

Si sono tenuti mercoledì 10 luglio 2019, presso la chiesa di Casa madre a Rivolta d’Adda, i funerali di suor Pasqua Fusari e suor Bianca Renzi, due sorelle hanno raggiunto la Gerusalemme celeste quasi a ricordarci che il Signore manda sempre “due a due”, la nostra missione è fino alla fine l’essere innanzitutto insieme!

Sr. Pasqua Fusari

La vita di queste sorelle si è espressa in modalità e servizi differenti ma entrambe sono state capaci di ricondurre all’Essenziale! L’amore vero si fa infatti servizio nella ricerca della felicità e del benessere degli altri più che del proprio, indipendentemente dal ruolo svolto…ci ha ricordato nell’omelia Don Giovanni Sanfelici che ha celebrato il rito delle esequie insieme ad altri cinque sacerdoti. L’esempio di vita di suor Pasqua e suor Bianca richiamano le pagine della Sacra Scrittura. Il poema della “moglie ideale” descritta dal libro dei Proverbi e il tratto del discorso di addio nel cenacolo, che hanno segnato la Liturgia della Parola della celebrazione funebre, ci hanno aiutato a declinare la vita di queste sorelle.
Quelle pagine ci ricordano infatti che anche ogni religiosa può vivere una speciale sponsalità e maternità se rimane nell’amore di Colui che le ha scelte. Operosità, senso di responsabilità, pietà, misericordia…sono alcune delle qualità che rendono bella la sposa e fanno sì che il cuore del marito confidi in lei e ne tessa l’elogio insieme ai figli. Gesù è lo sposo e madre è ogni persona che non si arrende mai nel difendere, curare chi è nel bisogno, è la persona che si prende cura dei più piccoli e dei poveri…

E’ l’amore che ci rende spose, madri!

Quanto bene queste suore sono state nel loro servizio, non solo esempio di comunione ma, con il cuore di madre, hanno aiutato tanti giovani a maturare in saggezza e generosità, hanno accompagnato tante mamme e papà a rimanere fedeli alla loro missione anche quando le soddisfazioni erano meno frequenti delle delusioni, hanno aiutato con umile disponibilità sacerdoti, hanno curato con amore materno bimbi ed anziani.
Sr. Pasqua FusariSuor Pasqua ha vissuto la maggior parte dei suoi anni presso la Casa madre con una crescente responsabilità nell’economato generale dell’Istituto. Ha iniziato a 19 anni e ha terminato nel 2005 il suo servizio di economa, 35 anni di servizio attento e generoso! Durante i primi anni, suor Pasqua si è dedicata anche alle attività pastorali presso la Parrocchia di Rivolta d’Adda e, al termine del suo mandato, fu nominata superiora prima della comunità presso la casa “La pace” a Cremona e poi a Gravedona (CO).
Continua don Giovanni nella sua omelia: “Dire economo fa pensare immediatamente a conteggi, bilanci, in realtà all’origine di questo termine c’è un altro significato: l’economo è colui che provvede. La vera economa è la “donna forte” dei Proverbi che con amorevole attenzione provvede al marito, ai figli e alla servitù tutto ciò che è necessario. Suor Pasqua è stata per tanti anni colei che ha provveduto, è stata colei che procurava quanto era necessario non solo alla comunità di Casa madre ma a tutte le comunità dell’Istituto. Due grosse differenze tra il manager e suor Pasqua ci aiutano a capire il cuore di questa sorella. La prima particolarità sta nel fatto che suor Pasqua non ha mai preso uno stipendio, ne mai ha avuto o desiderato avanzamenti di carriera o speciali considerazioni, quello che ha fatto – e ha fatto tanto-, l’ha fatto solo per amore del Signore. La seconda differenza consiste nel fatto che il manager spesso si fa strada imponendo la propria volontà e facendola prevalere rispetto a quella di altri.  Suor Pasqua, dopo aver detto il proprio pensiero, sapeva invece far silenzio per ascoltare il Signore, viveva in totale obbedienza. Se inoltre un manager può licenziare chi non “rende” secondo i suoi programmi, suor Pasqua che era sì sbrigativa difronte a certe richieste e con tale atteggiamento invitava a riflettere sulla bontà della richiesta, non era capace di dire un no, di opporre un rifiuto, cercando così di accontentare nel bene tutti…ma ciò che mi ha fatto più bene è stato il suo essere puntualmente presente là in quell’angolo in chiesa malgrado le sue tante occupazioni…il mezzogiorno era la sua ora preferita di adorazione…quegli occhi orientati sull’Ostia continuino in suor Pasqua ad essere il suo sguardo che veglia su di noi” .